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L'usignolo

Teatro di Carta

imperatore usignolo blu_RIT.jpg

domenica 14 aprile - h. 17

Ispirato a “L’usignolo ” di H. C. Andersen

regia
Chiara Carlorosi, Marco Vergati
con Marco Vergati
drammaturgia Marco Vergati
ombre Chiara Carlorosi
costumi e oggetti di scena Teatro di Carta in collaborazione con
La balena di Pinocchio

voce narrante Anna Delfini - Ass. Donne di Carta
locandina Cristiano Quagliozzi
produzione Teatro di Carta

SINOSSI

Tra le mille attrattive degli splendidi giardini imperiali ce n’è una che supera tutte le altre: è il canto dell’usignolo, tanto soave da sciogliere le lacrime dell’Imperatore. Presto però l’usignolo viene sostituito da un uccellino meccanico e dimenticato. Tuttavia sarà proprio il suo canto a salvare il Sovrano, ammalatosi gravemente dopo la rottura dell’usignolo meccanico.
Davanti all’Imperatore della fiaba di Andersen, all’estrema facilità con cui liquida il vecchio usignolo per far spazio al nuovo, è difficile non specchiarsi e non vedere un’immagine del mondo attuale, che annaspa verso il futuro scrollandosi continuamente di dosso il passato e che riconosce come unica necessità una continua e fatua modernità. Così capita che la senescenza di cose o persone, lungi dall’apparire preziosa come un tempo, rimane una scomoda e antiestetica deviazione della società in marcia.
La fiaba di Andersen appare trasfigurata in una serie di idee e invenzioni sorprendenti. La storia viene narrata da una galleria di personaggi comici, tragici, grotteschi interpretati dall'unico attore in scena, mentre le immagini suggestive e poetiche evocate dal teatro d'ombre attraversano il racconto trasportando lo spettatore in una dimensione incantata.


“…finalmente l'Imperatore pianse, e scoprì che piangere è necessario, proprio come ridere, mangiare, respirare.

Uno spettacolo di teatro d’attore, teatro d’ombre, teatro di figura

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